My-AHA: una piattaforma ICT per invecchiare in salute

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26/04/2016
My-AHA: una piattaforma ICT per invecchiare in salute

L’Università di Torino, con il nostro direttore Alessandro Vercelli, capofila di un progetto finanziato dall’Unione europea
16 paesi in Europa, Asia e Australia uniscono le forze per prevenire e combattere gli effetti della fragilità sulle persone anziane

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Combattere la fragilità legata all’età, migliorando la qualità della vita nell’invecchiamento. È l’obiettivo del progetto My-AHA - My Active and Healthy Ageing - che mira a identificare i segni di fragilità fisica, cognitiva, psicologica e sociale, intervenendo precocemente per ridurne gli effetti negativi sulle persone anziane.

Partito a gennaio 2016, “il mio invecchiamento in attività e buona salute” (my-AHA) riunisce per 4 anni una squadra di 16 gruppi di ricerca e aziende ICT dell'Unione europea - tra cui l’Istituto Mario Boella di Torino - e di paesi extra-UE (Australia, Giappone e Corea del Sud) con il coordinamento del NIT, il Centro Interdipartimentale di Neuroscienze dell’Università di Torino.

Grazie al finanziamento del programma europeo Horizon 2020, my-AHA intende sperimentare programmi per la diagnosi precoce del rischio di fragilità, migliorando l'attività fisica, la funzione cognitiva, lo stato psicologico, le risorse sociali, la nutrizione, il sonno e il benessere generale. Il progetto consentirà ai cittadini anziani di gestire al meglio la propria salute, con notevoli risparmi sui costi di assistenza sanitaria:  l’Unione europea ha stimato (EU report, ICT and ageing, 2012) che un utilizzo dei servizi di teleassistenza può ridurre di 12,5 milioni i giorni di ricovero ospedaliero e di oltre 40 milioni i ricoveri in istituti di lungo-degenza.

Utilizzando moderni concetti di analisi, my-AHA fornirà nuove modalità di monitoraggio della salute e di prevenzione delle malattie mediante profilazione, consigli, feedback e supporto personalizzati.

Il progetto prevede di sperimentare una piattaforma basata su tecnologie ICT (Information and Communication Technology) in grado di rilevare precocemente e con precisione il rischio di fragilità, tramite sensori - da indossare e non, come gli occhiali della ditta giapponese JINS e i sensori della domotica - e dati facilmente disponibili nell'ambiente di vita quotidiana degli anziani che riguardano aspetti come le misure vitali, l’andatura e la postura, la qualità del sonno, l’umore, ecc.

Quando verrà rilevato il rischio, my-AHA fornirà interventi mirati, anche questi basati sulle ICT, che seguendo un approccio integrato motivino gli utenti a partecipare all’esercizio fisico e cognitivo, con giochi stimolanti e uso delle reti social, e programmi nutrizionali ad hoc: il fine è ottenere un cambiamento del comportamento a lungo termine, sostenuti dal costante coinvolgimento con my-AHA.

Obiettivo finale è fornire innovazione significativa nel campo dell’invecchiamento in salute mediante la cooperazione con le organizzazioni europee di assistenza sanitaria, le PMI e le ONG.

Il valore aggiunto di My-AHA è l’approccio integrato che mira a identificare precocemente e prevenire i rischi legati alla fragilità nell’invecchiamento  - spiega il coordinatore del progetto, prof. Alessandro Vercelli, direttore del NIT e direttore scientifico del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino - un approccio estremamente complesso ma la cui efficacia è garantita da competenze multidisciplinari distribuite tra 7  università, 4 centri di ricerca e 5 aziende hi-tech”.

Combattere la fragilità è un tema emergente nella prevenzione delle patologie dell’invecchiamento quali la malattia di Alzheimer e le demenze correlate. Per raggiungere gli obiettivi di my-AHA siamo alla ricerca di 600 soggetti volontari, desiderosi di prendere parte a uno studio della durata di due anni - annuncia il prof. Innocenzo Rainero,  della Clinica Neurologica del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini”, Città della Salute e della Scienza di Torino, responsabile del workpackage clinico del progetto - I requisiti sono facili: avere più di 55 anni e vivere in uno di questi paesi: Austria, Belgio, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Svezia, e, nel resto del mondo, Australia, Corea del Sud, Giappone. Ai volontari chiederemo di indossare alcuni sensori come gli occhiali JINS MEME, un contapassi, un saturimetro e pulsimetro, e di utilizzare una piattaforma TV (Kinect) e un sensore del sonno (Beddit). In Italia il progetto è aperto a 40 volontari di entrambi i sessi”.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i referenti del progetto myaha.project@gmail.com  oppure visitare il sito www.activeageing.unito.it

Agenda

26 febbraio 2020

GLIAL CELLS-NEURON CROSSTALK IN CNS HEALTH AND DISEASE

University of Turin, Italy  
The Workshop is aimed at PhD students and young Postdocs with the goal to promote a thorough understanding of the functions of glial cells in health and disease. The program includes lectures on the newest conceptual advancements and methodological approaches in the study of glial cells in synaptic functions, development and CNS diseases.

Deadline for registration: December 23, 2019.

Sportello LESIONI SPINALI

Paziente tetraplegico operato al CTO di Torino torna a usare le mani

Una notizia che abbiamo letto tutti di recente sui giornali. Noi del NICO abbiamo la fortuna di collaborare da anni con il dott. Bruno Battiston e il prof. Diego Garbossa - i chirurghi che hanno svolto l'operazione - e ci siamo fatti spiegare bene in cosa consiste l’intervento, quale era la situazione del paziente e quali saranno i possibili risultati. 
Tutto questo al di là delle semplificazioni e dei titoli roboanti dei giornali, comprensibilmente utilizzati per attirare l’attenzione dei lettori.

10 giugno 2019