Ferdinando Rossi

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Ferdinando Rossi ci ha lasciato il 24 gennaio 2014, all'età di 53 anni.
Potremmo scrivere fiumi di parole per ricordare il suo altissimo profilo di accademico e di brillante neuroscienziato.
Ma Ferdinando non amava i formalismi.
Amava la scienza e le sfide che gli presentava.
Vogliamo ricordarlo quindi con le sue parole dedicate alla ricerca di base, per noi il miglior 'testamento spirituale' che potesse lasciarci.

«La ricerca applicata serve per risolvere problemi, la ricerca di base per produrre conoscenza. Però senza conoscenza non si risolvono i problemi. C'è un detto di Jaques Monod [ndr. Biologo e filosofo francese, Premio Nobel per la Medicina nel 1965] che dice "Non esiste ricerca applicata, esistono solo applicazioni della ricerca di base".
La ricerca di base serve per scoprire l'ignoto, mentre la ricerca applicata serve per sviluppare l'esistente. La ricerca di base è quella che ci permette di fare cose che oggi non immaginiamo neppure... Mentre la ricerca applicata serve per migliorare quelle che abbiamo già e conosciamo. Sono quindi importanti e necessarie tutte e due, ma soffocare la ricerca di base - come un po' si sta facendo in questo momento - è molto rischioso, perché rischia appunto di rallentare il progresso».

Ferdinando Rossi

 

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27.09.2013  La StampaTV  
Speciale Notte dei Ricercatori

La ricerca di base e la scoperta dell'ignoto, le staminali e la corretta comunicazione della scienza, i tempi tra una scoperta e la sua applicazione.
Ne parla il direttore del NICO Ferdinando Rossi.

Vai al video [al minuto 09:45 circa]

 

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Un libro di condoglianze 

Il libro raccoglie le testimonianze di affetto e i ricordi di quanti hanno conosciuto il nostro amico e collega.

Desideriamo ringraziare quanti in sua memoria hanno scelto di sostenere la nostra attività di ricerca (scopri di più)

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Ferdi e le sfide impossibili
TuttoScienze, La Stampa del 29.1.2014 [ pdf ]

A pochi giorni dalla sua scomparsa sembrava impossibile raccogliere in poche righe l'affetto e la stima per il nostro "Ferdi".
La sua grande amica e collega Elena Cattaneo ci ha provato, e noi ancora oggi condividiamo ogni parola.

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La sua vita universitaria in breve

Ferdinando Rossi ha ricoperto dal 2009 la carica di Direttore Scientifico della Fondazione Cavalieri Ottolenghi, e ha diretto il nostro istituto fin dalla sua inaugurazione nel 2010, lavorando con determinazione e passione per farne un centro di aggregazione delle Neuroscienze torinesi.

I suoi studi sullo sviluppo del cervelletto e la riparazione del cervello - iniziati negli anni '80 sotto la guida dei Professori Filogamo e Strata, e proseguiti a Parigi con il Prof. Sotelo - ne hanno fatto un ricercatore di riconosciuta fama internazionale.

Le sue pubblicazioni [ PubMed ] rappresentano contributi fondamentali per lo studio di: a) Meccanismi della specificazione dei progenitori neurali nello sviluppo del sistema nervoso; b) Cellule staminali, trapianti neurali e terapie di sostituzione cellulare nel sistema nervoso; c) Rigenerazione assonale e plasticità strutturale nel sistema nervoso centrale; d) Meccanismi intriseci ed estrinseci nel controllo della crescita neuritica nello sviluppo e della plasticità strutturale e riparativa nel sistema nervoso adulto.

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A riprova della sua statura internazionale, ricordiamo che ha rivestito le cariche di Presidente della "Society for Research on the Cerebellum" e di Coordinatore del NENS Committee della Federation of European Neuroscience Societies (FENS).

Sempre a testimonianza della sua importanza nella comunità scientifica internazionale, in occasione dell'ultimo simposio europeo di neuroscienze - il FENS FORUM of NEUROSCIENCE svoltosi a Milano a luglio 2014 - i colleghi gli hanno reso omaggio con un Simposio dedicato all'impatto dei sui studi sullo sviluppo del cervelletto, evento che ha visto la partecipazione di oltre 200 ricercatori da tutta Europa.

Ferdinando Rossi ha ricoperto numerosi e importanti incarichi accademici: Preside della Facoltà di Psicologia, Direttore del Centro Interdipartimentale di Studi Avanzati in Neuroscienze (NIT) e, dal 2012, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze "Rita Levi Montalcini". Pochi mesi prima della sua scomparsa è stato nominato Vice-Rettore per la ricerca scientifica, con delega per la Ricerca di base, dal Rettore Gianmaria Ajani.

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L'Università di Torino e i suoi studenti lo ricordano soprattutto per il fondamentale contributo dato alla Scuola di Studi Superiori, della quale ha sostenuto fortemente la nascita ed è stato - fin dalla sua costituzione - il Vice Presidente. Sono stati proprio i suoi amati studenti a proporre di intitolargli la Scuola, proposta accettata con entusiasmo dal Senato Accademico e resa ufficiale nel corso di una cerimonia svoltasi il 17 novembre 2014 [ guarda il video ].

Inoltre, per ricordare il suo forte impegno per la cultura e la sua diffusione, l'Università di Torino gli ha intitolato la Biblioteca federata della Scuola di Medicina (disponibile anche su Facebook)

Ricerca

Lesioni traumatiche: una review per chiarire la complessità delle funzioni dei miRNA

Chiarire la complessità delle funzioni dei miRNA può permettere di modularli a fini terapeutici, ad esempio per stimolare la ricrescita assonale o per modulare la neuroinfiammazione nelle lesioni traumatiche. La review - a firma di Matilde Ghibaudi, Marina Boido e del nostro direttore Alessandro Vercelli - è scaricabile gratuitamente fino a dicembre.

6 novembre 2017