Quiz Scienza: i nostri neuroni si rinnovano?

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06/10/2016
Quiz Scienza: i nostri neuroni si rinnovano?

Partecipiamo anche noi del NICO al Quiz Scienza, un progetto di divulgazione della scienza sui Social di Renato Sartini, giornalista scientifico ed esperto in comunicazione della conoscenza. Il Quiz viene pubblicato su Twitter e Facebook in collaborazione con Enti e Istituzioni che si occupano di ricerca scientifica.

Il Quiz Scienza non ha alcuna valenza statistica, ma l'intento di creare un cortocircuito virtuale tra il popolo del web e gli scienziati. Al fine di chiarire alcuni concetti scientifici e di arginare, in parte, anche il fenomeno delle cosiddette bufale scientifiche. Il tutto con un linguaggio accessibile ai meno esperti.

bonfanti

Alla domanda n.7 del Quiz Scienza risponde Luca Bonfanti, Professore di anatomia veterinaria e neurobiologo dell'Università di Torino.
Qui al NICO è responsabile con Paolo Peretto del gruppo di ricerca Neurogenesi adulta.

[#QuizScienza n. 7]
L'aspettativa di vita si allunga, ma il cervello non sempre sta al passo.
DOMANDA: i nostri neuroni si rinnovano?

Hanno votato su twitter 85 follower:
- Si: 13%
- No: 55 %
- Solo in parte: 32%

RISPOSTA breve su Twitter:
«Grazie ad alcune cellule staminali che producono alcuni tipi specifici di neuroni in piccole aree del cervello».

RISPOSTA approfondita:
«I neuroni (le cellule nervose responsabili di tutte le nostre attività cerebrali) sono sempre stati considerati "elementi perenni", cioè incapaci di replicarsi, e quindi rinnovarsi, nel corso della vita dell'individuo. Significa che i circa 100 miliardi di neuroni presenti nel cervello il giorno della nostra nascita ci dovranno seguire fino alla morte. Ciò è ben diverso dalla situazione in altri organi come pelle, sangue, osso, in cui le cellule vengono continuamente ricambiate man mano che si alterano o muoiono. Questo consente a tali organi di "rigenerare" dopo lesioni cutanee, emorragie o fratture, riparando i danni e talvolta ritornando allo stato originario. In una persona che muore a ottant'anni le cellule cutanee avranno pochi mesi mentre i neuroni hanno ottant'anni.

Il problema è che nel cervello il mancato ricambio cellulare impedisce anche la rigenerazione dopo lesione (traumi, ictus, malattie neurodegenerative). Questa incapacità è ancora più grave se pensiamo che l'aspettativa di vita dell'uomo si allunga sempre di più. I nostri antenati, migliaia di anni fa, vivevano in media 25 anni, e prima della rivoluzione industriale non era comune arrivare a 60-70 anni. Oggi, in alcuni Paesi, si va verso medie di longevità che superano i 100 anni, con evidenti rischi di aumento delle demenze senili.

Circa 25 anni fa è stato scoperto che anche il cervello dei mammiferi contiene cellule staminali. Esistono vere e proprie nicchie staminali in grado di produrre nuovi neuroni (fenomeno della "neurogenesi adulta") ma solo in alcune regioni cerebrali molto piccole. I nuovi neuroni si possono aggiungere ai circuiti nervosi pre-esistenti nel bulbo olfattivo e nell'ippocampo, per tutta la vita dell'individuo. Queste regioni cerebrali sono importanti in apprendimento e memoria, e di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell'individuo.

Sebbene gli scienziati stiano cercando di sfruttare questo fenomeno per indurre il cervello a rigenerare per riparare i danni, le scelte evolutive che ci hanno portato ad acquisire grandi capacità cognitive rendono questo obiettivo ancora incerto. Nei cervelli di altri vertebrati, come i pesci o i rettili, le regioni dotate di cellule staminali sono più ampie e diffuse, e la rigenerazione è possibile, mentre i mammiferi sembrano aver perso questa capacità. Studi recenti condotti sui delfini dimostrano che mammiferi acquatici privi di olfatto la neurogenesi è scomparsa, suggerendo che effettivamente sia legata a funzioni fisiologiche e non riparative.

Esiste tuttavia la possibilità di sfruttare la plasticità della neurogenesi per mantenere "allenato" il cervello durante la nostra vita, in modo da farlo arrivare sano e funzionale anche in età avanzata, il che rappresenta una forma di prevenzione nei confronti dei deficit cognitivi. E' stato infatti dimostrato che l'attività fisica ripetuta, soprattutto la corsa (oltre all'attività intellettuale), aumenta la produzione di nuovi neuroni nell'ippocampo, confermando che lo stile di vita che conduciamo e l'ambiente in cui viviamo possono modificare (nel bene o nel male) la "struttura" del nostro cervello, a tutte le età».

Agenda

02 ottobre 2020

La Biobanca del CRESM - al servizio della ricerca sulla Sclerosi multipla

In occasione della European Biotech Week 2020 organizzata da Assobiotec dal 28 settembre al 4 ottobre 2020, la Biobanca del CRESM organizza un Webinar per presentare la sua attività. L'evento, organizzato in collaborazione con BBMRI Italia (l'infrastruttura che supporta le biobanche), è in programma venerdì 2 ottobre alle 18:00 sulla piattaforma Webex.

10 ottobre 2020
22 ottobre 2020

Success and science: nature or nurture?

Allegra Via, ELIXIR-IIB Training Coordinator, IBPM-CNR Sapienza University, Rome

06 novembre 2020

Motor Neuron Diseases: understanding the pathogenetic mechanisms to develop therapies

Registration and abstract submission will be open until October 15th 2020 

12 novembre 2020

XXX Convegno nazionale del Gruppo Italiano per lo Studio della Neuromorfologia

Il convegno annuale GISN era programmato a Torino per il prossimo novembre.
Il Comitato Organizzatore e il Consiglio Scientifico hanno deciso di non cancellare l'evento, ma di proporlo in forma di incontro online che si svolgerà, con un formato leggermente diverso da quello degli anni precedenti, da giovedì 12 a sabato 14 novembre 2020.

Sportello LESIONI SPINALI

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Da qui la volontà di creare questo sportello, uno spazio dedicato alle vostre domande e ai vostri dubbi. Un progetto nato in sinergia con il Coordinamento Para-Tetraplegici del Piemonte, con cui siamo in contatto da molto tempo, e con il Prof. Diego Garbossa, Primario di Neurochirurgia di Città della Salute e della Scienza di Torino, con cui abbiamo creato un team che riunisce ricerca base e neurochirurgia.

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31 agosto 2020