NICO10anni - I gruppi di ricerca: Neurogenesi Adulta

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09/12/2020
NICO10anni - I gruppi di ricerca: Neurogenesi Adulta

NICO10anni - I gruppi di ricerca
Neurogenesi Adulta

Protagonisti di questo video i prof. Paolo Peretto e Luca Bonfanti: scopriamo con loro in alcuni minuti le linee di ricerca del gruppo.

Lo studio della Neurogenesi Adulta - da cui prende il nome il nostro gruppo di ricerca - è rivolto a esplorare le possibilità che ha il cervello di produrre nuovi neuroni nel corso della vita dell’individuo: una forma di plasticità inaspettata che modifica l’architettura dei circuiti nervosi in base a stimoli ambientali e che ha suscitato grande interesse in quanto eccezione alla ben nota regola della “staticità” del cervello che rende incurabili molte malattie neurologiche. Nonostante l’impegno della comunità scientifica, l’obiettivo di capire e manipolare tali fenomeni a scopi terapeutici non è stato ancora raggiunto.

In questi dieci anni al NICO abbiamo sviluppato linee di ricerca diversificate affrontando lo studio della neurogenesi adulta da diverse angolazioni. Studiando le cellule staminali dell’ippocampo (una regione del cervello importante per l’apprendimento) abbiamo identificato un gene fondamentale per la produzione dei nuovi neuroni, la cui mutazione porta a disabilità intellettiva.

Neurone-o-astrocita
Cell Reports, 10 luglio 2018
Neurone o astrocita? Scoperto il gene che guida le staminali adulte nella scelta del loro destino.
Il gene COUP-TFI controlla che le staminali producano la giusta quantità di nuovi neuroni o astrociti. Un eccesso dei secondi è la conseguenza di processi infiammatori associati a patologie tra cui l’Alzheimer. La scoperta del nostro team guidato dalla prof.ssa Silvia De Marchis

Le ricerche sul sistema olfattivo ci hanno permesso di dimostrare come l’integrazione dei nuovi neuroni nei circuiti maturi regoli alcuni aspetti del comportamento sessuale, come l’attrazione verso il sesso opposto [scopri di più ]

Al tempo stesso, abbiamo scoperto che alcune lesioni cerebrali risvegliano cellule di supporto, conosciute come astrociti, riportandole alla condizione di cellule staminali in grado di generare giovani neuroni, la cui funzione è tuttora oggetto di studio.

Infine, il gruppo è tra gli scopritori di una nuova popolazione di neuroni “immaturi” che, seppur già presenti alla nascita, rimangono in uno stato dormiente per lungo tempo. Abbiamo dimostrato che questa “riserva di neuroni giovani” è abbondante nelle regioni sede delle più elevate funzioni cognitive e in specie con cervello grande, come il nostro.

Neuroni-immaturi
Journal of Neuroscience, 7 dicembre 2017
NEURONI IMMATURI: ECCO LA RISERVA CHE PUÒ PREVENIRE L’INVECCHIAMENTO CEREBRALE
Il gruppo di ricerca del prof. Bonfanti ha individuato una riserva di neuroni “immaturi” in zone inedite del cervello: si aprono nuovi scenari per compensare la scarsa capacità del cervello di rigenerarsi.

Tra i progetti di ricerca ricordiamo il prestigioso finanziamento Human Frontier Science Program vinto nel 2020 i nostri ricercatori Serena Bovetti e Paolo Peretto.

HumanFrontierSP
Human Frontier Science Program 2020
Alla ricerca dei circuiti cerebrali che guidano la scelta del partner
L’Università di Torino unico ateneo italiano tra i 20 vincitori del prestigioso grant con il progetto di ricerca di Serena Bovetti del DBIOS e NICO. Oltre 500 i partecipanti in gara da tutto il mondo.

Il gruppo Neurogenesi Adulta ha contribuito ad aprire nuove strade che, oltre ad arricchire la nostra conoscenza del cervello, possono rivelarsi determinanti nella prevenzione e nella cura delle demenze senili e delle malattie neurodegenerative.

Agenda

13 maggio 2022

RICERCA

Esposizione cronica al bisfenolo A in gravidanza: come le plastiche possono alterare encefalo e comportamento sociale

L’esposizione cronica per un periodo che copre gravidanza e allattamento, a una dose di BPA pari a quella indicata come dose tollerabile giornaliera (TDI) dall’EFSA (European Food Safety Authority) causa nelle femmine di topo alterazioni sia a livello comportamentale che encefalico.
I risultati dello studio realizzato dai nostri ricercatori del gruppo di Neuroendocrinologia e pubblicati sull’European Journal of Histochemistry suggeriscono quanto sia urgente adottare misure più stringenti nell'utilizzo di BPA, a tutela della salute di tutti.  

12 gennaio 2022