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Sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD): dimostrato il collegamento con la ridotta espressione del recettore NURR1

La riduzione di espressione del recettore nucleare NURR1 risulta essere associata all’insorgenza di un fenotipo comportamentale iperattivo e impulsivo in un modello murino. Questi sintomi sono caratteristici di diverse patologie del neuro-sviluppo del bambino, come ad esempio la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD), una malattia eterogenea del neuro-sviluppo che oltre a colpire i bambini può portare a conseguenze anche nell’adulto, e la cui causa a oggi è ancora sconosciuta.

È quanto dimostra il lavoro pubblicato su Translational Psychiatry (rivista del gruppo Nature) dalla dr.ssa Francesca Montarolo con le ricercatrici del nostro gruppo di Neurobiologia clinica, guidato dal dr. Antonio Bertolotto.

14 novembre 2019

Bisfenolo A: anche a basse dosi può provocare un anticipo della pubertà

Anche le dosi di BPA recentemente aggiornate dall’EFSA - l'Autorità europea per la sicurezza del cibo - determinano effetti significativi sullo sviluppo postnatale dei sistemi a Kisspeptina e NKB, entrambi essenziali per la regolazione della comparsa della pubertà. È quanto dimostra il lavoro pubblicato su Environmental Health Perspectives dal nostro gruppo di Neuroendocrinologia, guidato dal prof. Giancarlo Panzica, in collaborazione con i colleghi di Cordoba (Spagna).

30 ottobre 2019

Neuroscience 2019 - Chicago

C'eravamo anche noi al meeting annuale della Società di Neuroscienze che si è tenuto a Chicago dal 19 al 23 ottobre.
Ecco gli interventi dei nostri ricercatori del gruppo di ricerca di Sviluppo e patologia del cervello, guidato dal nostro direttore Alessandro Vercelli.
Il prof. Vercelli è stato anche invitato all'Istituto Italiano di Cultura, in rappresentanza della Società Italiana di Neuroscienze.

24 ottobre 2019

73° Congresso SIAI - Società Italiana di Anatomia e Istologia

C'erano anche i ricercatori del NICO - Università di Torino al Congresso Nazionale SIAI che si è svolto a Napoli dal 22 al 24 settembre.
Ecco le due lecture presentate da Giancarlo Panzica e Stefano Gotti del gruppo di ricerca di Neuroendocrinologia.

24 settembre 2019

Sclerosi multipla: chiarito il meccanismo che ‘infiamma’ gli astrociti nelle lesioni della mielina

Lo studio coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Cnr di Milano dimostra che la microglia, cellule immunitarie del sistema nervoso, sarebbe di per sé sempre benefica sui precursori degli oligodendrociti, le cellule in grado di riparare le lesioni mieliniche, ma può diventare dannosa quando attiva un altro tipo di cellule presenti nel cervello, gli astrociti. Il lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista Acta Neuropathologica, ha coinvolto principalmente l’Università degli Studi di Milano, il gruppo del NICO - Università di Torino guidato dalla prof.ssa Annalisa Buffo, l'Università di Genova e il Policlinico San Martino di Genova. 

9 settembre 2019

Marina Boido del NICO-UNITO tra i vincitori del bando di Fondazione Telethon 2019

La Commissione medico-scientifica di Fondazione Telethon ha selezionato i vincitori del bando 2019 per la ricerca sulle malattie genetiche rare.
Tra i 35 progetti finanziati complessivamente, il Piemonte si aggiudica fondi per un totale di oltre 960mila euro a sostegno di 5 progetti: 3 dell'Università di Torino e 2 del Piemonte Orientale.

14 luglio 2019

Interferenza a RNA: un approccio terapeutico innovativo per la leucodistrofia, rara malattia neurodegenerativa

Dimostrata per la prima volta l’efficacia dell’iRNA su neuroni differenziati a partire da cellule staminali di pazienti. Sulla prestigiosa rivista Brain lo studio - guidato da Alfredo Brusco (Dipartimento di Scienze Mediche UNITO) e Annalisa Buffo (Dipartimento di Neuroscienze Rita-Levi Montalcini UNITO e NICO) - propone una nuova strategia terapeutica per curare malattie genetiche associate alla duplicazione di un gene, come la leucodistrofia autosomica dominante a esordio in età adulta (ADLD).

24 giugno 2019

SCOPERTE NELL’IPOTALAMO LE TRACCE DELLA MEMORIA

Lo studio pubblicato su Neuron scalfisce il dogma che colloca principalmente nell’ippocampo la formazione dei ricordi. 
È possibile attivare o bloccare l’espressione della paura controllando selettivamente i neuroni ipotalamici che producono ossitocina. La scoperta di un team di ricerca europeo, rappresentato in Italia da noi del NICO – Università di Torino. Comprendere i circuiti nervosi che sottendono la memoria della paura può aiutare nel trattamento di disordini psichiatrici come l’ansia, in cui la paura si trasforma da risorsa per la sopravvivenza a fenomeno patologico.

9 giugno 2019

Agenda

08 novembre 2024

8-9 November :: Motor Neuron Diseases - III edition

Hybrid workshop 

REGISTRATION: from 2nd to 22nd of September 2024

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GiovedìScienza racconta la ricerca al NICO

Vivere per sempre. 
Una popolazione sempre più longeva, i suoi problemi e le risposte della ricerca

Hai perso la diretta? Guarda ora il video di GiovedìScienza al NICO: una puntata in diretta dai nostri laboratori dedicata alla ricerca sull'invecchiamento.

3 marzo 2022