Depressione: nuova luce sulle cause biologiche
Lo studio del gruppo NICO di Neurofisiologia sposta l'attenzione dai tradizionali deficit serotoninergici nella depressione ai deficit di attività dei neuroni nella corteccia prefrontale
Teo, ecco il robot per assistere gli anziani
Progetto Daisi&Ron: robotica, intelligenza artificiale e realtà virtuale per sostenere l’invecchiamento attivo e gli anziani fragili.
Neuroni immaturi: una riserva nell'amigdala
Il gruppo di Luca Bonfanti ha individuato le cellule dormienti nella regione dedicata alla gestione delle emozioni.
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Alzheimer: a che punto è la ricerca di una cura?
Il video dell'intervista di Frida con la prof.ssa Elena Tamagno.
Braccio di ferro con l'Alzheimer, con la prof.ssa Serena Stanga.
Perché il NICO: la complessità degli studi sul cervello
Il nostro istituto trae la sua forza dall’unione della ricerca di base con quella di tipo applicativo e clinico
La ricerca al NICO: capire il cervello per curarlo
Studiamo il cervello dallo stadio embrionale. Il nostro obiettivo è capire come nascono i difetti e come curarli.
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Neuroscience Institute
Cavalieri Ottolenghi
Riparare il cervello significa conoscerlo: noi del NICO ne studiamo struttura e funzioni normali proprio per capire come si ammala e come curarlo. La complessità degli studi sul cervello richiede un approccio multidisciplinare. La nostra forza risiede nell’unire approcci ed esperienze complementari, integrando la ricerca di base con quella applicativa e clinica. Il NICO sfrutta al meglio sia l’integrazione del patrimonio di conoscenza, sia l’uso comune di laboratori e apparecchiature scientifiche prima frammentati nei dipartimenti universitari.
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Ultime notizie dal mondo della ricerca

Depressione: scoperto il meccanismo cellulare che riduce l’attività dei neuroni nell’area del cervello che regola l’umore
Lo studio del gruppo NICO di Neurofisiologia sposta l’attenzione dai tradizionali deficit serotoninergici nella depressione ai deficit di attività dei neuroni nella corteccia prefrontale mediale. Questi risultati, pubblicati su Scientific Reports, evidenziano nuovi bersagli cellulari per potenziali trattamenti terapeutici.

Trasmissione dei segnali nervosi: scoperto il ruolo della proteina ELOVL5 e degli acidi grassi poli-insaturi
Lo studio guidato dalla prof.ssa Eriola Hoxha conferma che ELOVL5 e gli acidi grassi poli-insaturi che permette di sintetizzare, come gli omega-3, sono importantissimi per preservare il funzionamento cerebrale tramite la corretta comunicazione tra cellule nervose.

Daisi&Ron: robotica, AI e realtà virtuale per supportare l’invecchiamento attivo di anziani fragili
In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer Sperimentare l’utilizzo di robot nell’assistenza degli anziani monitorandone il livello cognitivo (a domicilio o nelle RSA). L’obiettivo del progetto Daisi&Ron è contribuire a individuare l’Alzheimer e altre patologie affini, promuovendo l’invecchiamento attivo attraverso esercizi e attività cognitive, grazie all’impiego combinato di robot con funzione assistenziale, AI conversazionale per la comunicazione utente-robot e realtà virtuale.
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10 gruppi di ricerca con esperienze e approcci complementari
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Le ricercatrici e i ricercatori afferenti ai 10 gruppi del NICO
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