Astrociti: molto più che spettatori passivi nell’insorgenza dell’Atassia

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17/03/2020
Astrociti: molto più che spettatori passivi nell’insorgenza dell’Atassia

Journal of Clinical Medicine, 11 marzo 2020
Astrociti: molto più che spettatori passivi nell’insorgenza dell’Atassia

Valentina Cerrato1,2

L’atassia è una sindrome degenerativa in cui l’atrofia del cervelletto e la morte dei neuroni cerebellari di Purkinje si accompagnano ad alterazioni motorie, dell’equilibrio e del linguaggio e, talvolta, a deficit cognitivi di varia gravità. Per lunghi anni i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sulle disfunzioni dei neuroni nell’atassia, sottovalutando il potenziale ruolo nella sua insorgenza di altre cellule, come gli astrociti.

Gli astrociti sono cellule indispensabili per il corretto sviluppo e funzionamento del cervello e sono coinvolti nell’insorgenza di diverse malattie neurodegenerative e del neurosviluppo, come l’Alzheimer, la sclerosi laterale amiotrofica e la sindrome di Rett. Nelle ultime due decadi, un numero crescente di studi sta riconoscendo gli astrociti del cervelletto come elementi cruciali non solo nella progressione ma anche nell’insorgenza della sindrome atassica.

Nonostante le nozioni a riguardo siano ancora molto frammentarie, la nostra ricercatrice Valentina Cerrato, del gruppo di Fisiopatologia delle staminali cerebrali guidato da Annalisa Buffo, si propone in questa review di fornire una visione quanto più completa del ruolo degli astrociti nell’atassia, evidenziando come queste cellule possano causare, attraverso svariati meccanismi, la morte dei neuroni che le circondano e, di conseguenza, le alterazioni comportamentali tipiche di questa malattia. Alla luce di queste conoscenze, la possibilità di trattare gli astrociti per curare le disfunzioni dei neuroni si prospetta come un promettente approccio terapeutico per i pazienti atassici, per i quali al momento non esiste una cura risolutiva.

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Fig. 1 - Negli strati corticali del cervelletto diversi tipi di astrociti interagiscono con categorie diverse di neuroni e, pertanto, sviluppano specifiche proprietà, importanti non soltanto per il corretto sviluppo del cervelletto, ma anche per il suo funzionamento. Nello strato più interno, chiamato strato granulare, gli astrociti velati sono in stretto rapporto con i cosiddetti glomeruli cerebellari, composti dai terminali sinaptici delle fibre muscoidi e degli interneuroni del Golgi e dai dendriti dei neuroni granulari.
Più esternamente, lo strato dei neuroni di Purkinje ospita i corpi degli omonimi neuroni e degli astrociti della glia di Bergmann, i cui dendriti e fibre, rispettivamente, attraversano lo strato più esterno del cervelletto, detto strato molecolare. Qui, i processi delle glie di Bergmann sono strettamente connessi con l’intero albero dendritico e corpo cellulare dei neuroni di Purkinje. Nella sostanza bianca del cervelletto, gli astrociti fibrosi sono allineati agli assoni in entrata e in uscita.

1Department of Neuroscience Rita Levi-Montalcini, University of Turin, I-10126 Turin, Italy
2Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, Orbassano, I-10043 Turin, Italy

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