NICO10anni - I gruppi di ricerca: Neuroendocrinologia

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28/12/2020
NICO10anni - I gruppi di ricerca: Neuroendocrinologia

NICO10anni - I gruppi di ricerca
Neuroendocrinologia

In questo video Stefano Gotti spiega le linee di ricerca del suo gruppo, guidato dal prof. GianCarlo Panzica.

Il nostro gruppo è da sempre interessato all’interazione tra il sistema endocrino (produttore di ormoni) e il sistema nervoso: queste relazioni sono importanti perché influiscono su un gran numero di attività funzionali e di comportamenti dell’individuo.

influenza-degli-ormoni-sessuali-sulla-neurogenesi-adulta-nella-zona-sottoventricolare

Frontiers in Endocrinology, 9 aprile 2018
La complessa influenza degli ormoni sessuali sulla neurogenesi adulta nella zona sottoventricolare

Estrogeni-uno-studio-sui-meccanismi-che-regolano-ansieta-e-metabolismo

Neuroendocrinology, n. 1/2017
L'azione degli estrogeni sulla modulazione dei circuiti ipotalamici che controllano ansietà e metabolismo è mediata dal recettore di membrana GPER-1

 

 

In questi anni abbiamo studiato in particolare gli effetti di alcune sostanze chiamate interferenti endocrini (EDCs): si tratta di componenti di prodotti industriali (come il Bisfenolo A, la Tributiltina, il DDT) o presenti naturalmente nell’ambiente (come i Fitoestrogeni).

repubblica EDC

La Repubblica, aprile 2017
Gli 800 veleni nascosti dove meno te l'aspetti
Dai giochi ai detersivi, si trovano un po’ dappertutto. Sono sostanze chimiche sospettate di causare danni alla salute, a partire dall’infertilità. E la Ue che fa? È indecisa a tutto.

 

Perché gli IE possono essere pericolosi?

La loro struttura chimica è molto simile a quella di alcuni ormoni steroidei e quindi come tali possono avere degli effetti sui comportamenti, sullo sviluppo e il differenziamento dei circuiti nervosi degli organismi.

Gli ormoni steroidei infatti sono importantissimi nelle prime fasi della vita per determinare lo sviluppo di diversi circuiti nervosi. Ma cosa può succedere se a una normale produzione si aggiunge anche un “intervento dall’esterno”?

Composti-distruttori-del-metabolismo-MDC

Composti distruttori del metabolismo (MDC)

Obesità, diabete di tipo II e dismetabolismi lipidici: la recente “epidemia” di queste malattie metaboliche non può essere attribuita solo a fattori genetici, o ad altre cause come cambiamenti nella dieta, mancanza di esercizio e invecchiamento della popolazione. Queste, come molte altre malattie, si originano come conseguenza di alterazioni dello sviluppo che aumentano, nell’adulto, la suscettibilità alla malattia stessa. Alcuni effetti si possono inoltre trasmettere attraverso le generazioni.

Tra i vari EDCs che abbiamo studiato merita particolare attenzione un composto di origine naturale come la Genisteina.

La Genisteina è un fitoestrogeno, presente principalmente nella soia, un ormone di tipo estrogenico ma prodotto dalle piante per proteggersi dai parassiti, impedendo la loro muta e crescita. Fin qui tutto bene.

La soia però viene consumata sempre di più dall’uomo come fonte di proteine nelle diete alternative alla carne. Mangiando tanta soia, mangiamo quindi anche tanti fitoestrogeni, tanta Genisteina. Abbiamo capito, utilizzando dei modelli animali, che il problema non è tanto per l’individuo adulto, ma per gli organismi che si stanno sviluppando: alterare l’apporto di ormoni estrogenici può portare a degli effetti che si ripercuotono a livello comportamentale e nello sviluppo corretto di alcuni circuiti nervosi.

Neonati-effetti-negativi-dei-fitoestrogeni-presenti-nella-soia

Neuroscience, marzo 2017
Neonati: effetti negativi dei fitoestrogeni presenti nella soia.
La somministrazione di genisteina altera permanentemente alcuni circuiti ipotalamici nei topi neonati.

In questi ultimi anni la soia viene sempre più utilizzata anche nella alimentazione neonatale, in sostituzione del latte vaccino; osserveremo anche nell’uomo, in futuro, quello che abbiamo osservato nelle nostre ricerche?

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31 agosto 2020