Individuate nel cervelletto cellule staminali attive dopo la nascita

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13/05/2015
Individuate nel cervelletto cellule staminali attive dopo la nascita

Lo studio di Elena Parmigiani, pubblicato sul Journal of Neuroscience, apre nuove prospettive per "riparare" il cervello che invecchia o si ammala

Individuate nel cervelletto cellule staminali attive dopo la nascita

Il suo nome - "piccolo cervello" dal latino "cerebellum" - potrebbe trarre in inganno: il cervelletto ospita infatti la popolazione neuronale più abbondante del sistema nervoso e tipi cellulari estremamente eterogenei.
Il suo sviluppo (peculiare rispetto al resto del cervello perché avviene prevalentemente dopo la nascita e non durante la fase embrionale) è stato finora poco studiato e molti aspetti rimangono da chiarire. Tra questi, la localizzazione e il comportamento di cellule staminali attive dopo la nascita: 'progenitori' che producono sia neuroni sia cellule gliali.

Il gruppo di ricerca del NICO guidato da Annalisa Buffo e composto da Elena Parmigiani, Ketty Leto e Chiara Rolando - ha chiarito questi aspetti, mostrando per la prima volta sia l'esistenza e la precisa localizzazione nel tessuto di queste cellule bipotenti, sia come si moltiplicano fino al loro esaurimento.

Tramite complesse analisi clonali - svolte in collaborazione con il Cajal Institute, Spanish National Research Council di Madrid - le ricercatrici del NICO hanno 'seguito' le cellule figlie di un unico progenitore, scoprendo che cellule simil-staminali proliferanti presenti nella sostanza bianca del cervelletto sono bipotenti, in grado cioè di generare astrociti (glia) e neuroni.

I risultati dello studio – pubblicati sul prestigioso Journal of Neuroscience – confermano quindi la presenza nel cervelletto di progenitori di cellule molto simili alle staminali neurali, ma che a differenza di queste non si auto-mantengono, esaurendosi dopo un paio di settimane dalla nascita.
È probabile tuttavia che alcuni di questi progenitori rimangano come elementi silenti anche nell'adulto, ed è possibile ipotizzare di "riattivarli" in seguito a un danno, generando nuovi neuroni nel cervelletto che invecchia o si ammala.

> comunicato stampa

parmigiani_JS_maggio_2015

The Journal of Neuroscience, 13 May 2015

Heterogeneity and Bipotency of Astroglial-Like Cerebellar Progenitors along the Interneuron and Glial Lineages
Elena Parmigiani1,2, Ketty Leto1,2, Chiara Rolando1,2, María Figueres-Oñate3, Laura López-Mascaraque3, Annalisa Buffo1,2, and Ferdinando Rossi1,2

1Department of Neuroscience Rita Levi-Montalcini and Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, University of Turin, I-10126 Turin, Italy,
2Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, I-10043 Orbassano, Turin, Italy, and 3Department of Molecular, Cellular
3Developmental Neurobiology, Cajal Institute, Spanish National Research Council, E-28002 Madrid, Spain

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GLIAL CELLS-NEURON CROSSTALK IN CNS HEALTH AND DISEASE

University of Turin, Italy  
The Workshop is aimed at PhD students and young Postdocs with the goal to promote a thorough understanding of the functions of glial cells in health and disease. The program includes lectures on the newest conceptual advancements and methodological approaches in the study of glial cells in synaptic functions, development and CNS diseases.

Deadline for registration: December 23, 2019.

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Incoraggiare i giovani ricercatori dei laboratori in tutta Italia a incontrarsi, connettersi, collaborare e condividere uno spazio dove possano scambiare conoscenze e idee, stabilendo così collaborazioni tra gruppi. Torna per il secondo anno, con lo stesso l'obiettivo, l'appuntamento con Brainstorming Research Assembly for Young Neuroscientists - che ha ottenuto tra gli altri il patrocinio del NICO.

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Paziente tetraplegico operato al CTO di Torino torna a usare le mani

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Tutto questo al di là delle semplificazioni e dei titoli roboanti dei giornali, comprensibilmente utilizzati per attirare l’attenzione dei lettori.

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