Interferenti endocrini: a che punto siamo?

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23/11/2018
Unione europea

Sugli interferenti endocrini per ora siamo fermi alle buone intenzioni, almeno per quanto riguarda gli annunci della Commissione europea.
E la task force della Endocrine Society, composta da esperti europei tra cui il nostro Giancarlo Panzica, è appena stata in missione a Bruxelles: obiettivo sensibilizzare (ancora una volta) le istituzioni europee sui rischi per la salute legati a queste sostanze.

"Interferenti endocrini: una strategia per il futuro per proteggere i cittadini dell'UE e l'ambiente" è il comunicato rilasciato dalla Commissione europea il 7 novembre, accompagnato da un riepilogo sulle iniziative intraprese a partire dal 1996 (quindi più di venti anni fa) per proteggere la salute dei cittadini europei dai danni provocati dagli interferenti endocrini.
Purtroppo, nonostante il titolo accattivante (Towards a comprehensive European Union framework on endocrine disruptors) il testo dimostra come, dopo un così lungo periodo, manchi ancora una chiara strategia nell'affrontare la situazione, che si va sempre più complicando con la comparsa di nuove famiglie di interferenti endocrini.

per approfondire:
parlamento-ue
6/10/2017 - Il Parlamento europeo boccia la normativa sugli Interferenti endocrini
La maggioranza degli Europarlamentari ritiene che la proposta della Commissione europea non tuteli la salute dei cittadini. Una buona notizia per i consumatori e l'ambiente. E una vittoria per il gruppo di endocrinologi che da anni sensibilizza le istituzioni europee sui danni provocati da queste sostanze.

A questo documento ha risposto in brevissimo tempo la Endocrine Society (la più grande società di endocrinologia al mondo) con un comunicato stampa (La comunicazione della Commissione europea non è sufficiente a proteggere il pubblico dall'esposizione all'EDC) che evidenzia i punti mancanti dal documento della Commissione europea: in particolare l'assenza di una strategia per proteggere gli individui potenzialmente più esposti, come i bambini, i neonati, i feti e altre sub-popolazioni vulnerabili.

La Endocrine Society, in collaborazione con la Società Europea di Endocrinologia, sensibilizza da tempo la Commissione e il Parlamento europeo a prendere qualche iniziativa. Un'attività di informazione scientifica importante che - sebbene a fine legislatura - può porre le basi in vista dell'approvazione di una normativa che, si spera, regoli in modo più severo l'utilizzo di queste sostanze.

Nell'ambito di queste iniziative, il 19 novembre la task force europea di esperti della Endocrine Society - di cui fa parte per l'Italia il prof. Giancarlo Panzica del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino, che qui al NICO guida il gruppo di Neuroendocrinologia - ha organizzato un incontro presso il Parlamento europeo: obiettivo spiegare i danni provocati dagli interferenti endocrini e le soluzioni proponibili per limitarli.

Il meeting (Action on Endocrine-Disrupting Chemicals: Public health opportunities for Europe) - che si è svolto sotto l'egida di due parlamentari europei, Eric Andrieu e Lieve Wierinck - ha permesso ai membri dello staff di diversi parlamentari di incontrare gli esperti della task force (provenienti da Finlandia, Francia, Italia, Olanda, Serbia e Spagna) per confrontare le proprie conoscenze con le problematiche legate alla salute.

Il giorno successivo la task force è stata poi ricevuta dai rappresentanti delle direzioni generali della Commissione (Ambiente, Salute e sicurezza alimentare, Industria e mercato europeo) coordinate dalla vicepresidenza della Commissione stessa. Gli esperti hanno illustrato il punto di vista della Endocrine Society, cercando di stabilire una roadmap che possa almeno impegnare la prossima Commissione a prendere immediatamente azioni incisive in questo campo, il tempo rimasto a disposizione per la legislatura sembra infatti decisamente scarso perché si arrivi a vere azioni.

I membri della task force hanno incontrato infine alcuni parlamentari dei propri paesi, da sempre impegnati su questo problema. Tra questi l'eurodeputato Nicola Caputo, che ha promesso di fare un'interrogazione urgente su questo comunicato della Commissione, in modo da poterne effettivamente discutere nella prossima seduta del Parlamento programmata a Strasburgo.

Qui di seguito la sua nota stampa:

INTERFERENTI ENDOCRINI, CAPUTO (S&D), ASSENZA DI UNA STRATEGIA NEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE UE

 «La Commissione europea è chiamata a rispondere in plenaria a dicembre. E' necessario ottenere misure concrete per ridurre le esposizioni ad interferenti endocrini»

Bruxelles 29/11/2018 – “Manca, da parte della Commissione europea, una chiara strategia sugli interferenti endocrini. Insufficiente, nonostante il titolo accattivante, la comunicazione pubblicata il 7 novembre scorso, "Interferenti endocrini: una strategia per il futuro per proteggere i cittadini dell'UE e l'ambiente". In realtà una situazione, che si va sempre più complicando con la comparsa di nuove famiglie di interferenti endocrini. – Lo ha dichiarato Nicola Caputo, Europarlamentare del gruppo S&D e membro della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI)  - Un documento, quello della Commissione UE, a cui ho risposto – spiega Caputo - presentando in Parlamento, insieme ad altri 56 colleghi,  un’interrogazione orale che evidenzia i punti mancanti della Commissione europea, in particolare l'assenza di una strategia per proteggere gli individui potenzialmente più esposti, come i bambini, i neonati, i feti e altre sub-popolazioni vulnerabili.
Questa interrogazione dovrebbe essere discussa in plenaria a Strasburgo a dicembre. In plenaria chiederò al Commissario Andriukaitis perché non sono previste nel documento della Commissione misure concrete e tempistiche per ridurre le esposizioni nocive ad interferenti endocrini. Con questa comunicazione – continua Nicola Caputo - la Commissione europea è riuscita ancora una volta a non cogliere l’opportunità di migliorare significativamente la vita di milioni di cittadini europei e ad impegnarsi per colmare evidenti lacune normative per prodotti come i cosmetici, i giocattoli e gli imballaggi alimentari, o i prodotti tossici riciclati, che introducono gli interferenti endocrini nei nostri corpi. L’azione dell’UE sugli interferenti endocrini è in ritardo. – conclude l’eurodeputato S&D - Sostanze chimiche che disturbano gli ormoni rappresentano una seria minaccia per la salute dei cittadini europei, non si può sprecare altro tempo per litigare sulle definizioni e sui metodi di prova".

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